Ferro da stiro con caldaia: come valutare l’autonomia del prodotto

 

Stirare: uno spettro che si aggira per le nostre case, e rappresenta una necessità tanto impellente quanto noiosa. Montagne di bucato reclamano attenzione, peggio di un neonato capriccioso! La fortuna è che ci sono oggi dei ferri da stiro più veloci rispetto a quelli di un tempo. Parliamo dei ferri da stiro con caldaia. Molti ne conoscono l’esistenza, ma orientarsi nella scelta per un eventuale acquisto non è semplice. Bisogna infatti considerare che ne esistono vari modelli che si diversificano parecchio tra di loro. Una delle questioni principali è: come valutare l’autonomia di un ferro a caldaia?

Come valutare l’autonomia: conosciamo il ferro a caldaia

La particolarità di questo modello di ferro da stiro è di avere, come dice il nome, una caldaia. Si tratta di un serbatoio che immagazzina l’acqua. A differenza dei classici modelli a vapore, qui il serbatoio è esterno al ferro e si collega al ferro grazie ad un cavo. Scegliere un ferro a caldaia è indubbiamente l’opzione migliore se pensiamo di stirare molti capi in una sola volta, e possibilmente nel minor tempo possibile. La caldaia è la prima cosa da considerare per valutare l’autonomia del nostro ferro.

La caldaia

Prima di tutto, teniamo in considerazione la capacità della caldaia. Una caldaia che tiene più acqua ci consente sessioni di stiratura più lunghe. Ottime le caldaie che tengono da un litro e mezzo in su. Meglio ancora, se ci orientiamo verso un modello con il rabbocco continuo. Si tratta della possibilità di ricaricare il serbatoio ogni qual volta l’acqua sia in esaurimento, senza dover spegnere il ferro ed interrompere la stiratura. Questa opzione ci offre un’autonomia praticamente infinita. In una sola volta, possiamo smaltire tutto il nostro bucato. Preferiamo una caldaia con il vano raccoglicavo. Si tratta di un apposito alloggio per posizionare il cavo, affinché eviti di rovinarsi. Eviteremo incidenti ed il ferro sarà più efficiente.

Come valutare l’autonomia : l’acqua

Il ferro da stiro con caldaia, in base ai modelli, può funzionare sia con acqua demineralizzata sia con acqua di rubinetto. Ovviamente, ciò dipende anche dalla durezza dell’acqua nel nostro Comune e dovremo informarci in merito. Una soluzione a volte possibile è una miscela di entrambe al 50%. Ma scegliere un modello che utilizza acqua di rubinetto semplifica non poco le cose. Altro elemento fondamentale, cerchiamo un ferro che abbia un sistema di decalcificazione semplice ed ottimale. Ci offrirà una manutenzione più agevole e risultati migliori.

La piastra

Una stiratura efficiente passa altresì per una piastra ottimale. I materiali della piastra sono molti. Ricordiamo che le piastre in ceramica sono le più delicate, e si graffiano facilmente. Meglio le piastre in acciaio inox. Resistono alla ruggine, e distribuiscono il calore in modo omogeneo. Questo garantisce di poter stirare velocemente senza dover ripassare molte volte lo stesso capo. Per quanto riguarda i fori della piastra, meglio se ci orientiamo verso modelli con numerosi fori, piccoli e ben distribuiti. Così abbiamo una distribuzione più omogenea del vapore, con risultati migliori in minor tempo.

Come valutare l’autonomia: la potenza

Un ferro con caldaia raggiunge potenze molto elevate, anche verso i 2000 watt. Maggiore è la potenza, minore è il tempo in cui il ferro si riscalda. Due o tre minuti sono per lo più sufficienti. La quantità di vapore emessa è di maggior rilevanza, quindi la stiratura è più veloce e di miglior qualità. Si tratta di un elemento importante specialmente se dobbiamo trattare capi spessi e resistenti. I consumi energetici sono decisamente elevati. Sono in parte compensabili proprio con il fatto di poter stirare molta biancheria in una sola volta. Valutiamo le nostre esigenze in rapporto alle caratteristiche tecniche del ferro.

L’ergonomia

Un ferro da stiro che offre un’ottima autonomia deve garantire anche l’autonomia del nostro fisico. Servirebbe a poco, infatti, un ferro che dura per ore se il nostro braccio dopo mezzora è distrutto. Poniamo quindi attenzione ad alcuni aspetti in merito. Il manico del ferro deve avere una forma ergonomica, ossia tale da rispettare l’anatomia della mano. Forma e rivestimento del manico ci devono permettere di manovrare a lungo il ferro, senza incorrere in infiammazioni e dolori. Cerchiamo i modelli in cui l’appoggio della base è inclinato e non orizzontale. Questi due elementi ci permettono di ottimizzare l’energia che ci serve per stirare senza problemi.

Come valutare l’autonomia: il nostro compito

Un ferro da stiro con caldaia è un acquisto impegnativo. La sua durata è di parecchi anni. Se lo compriamo proprio in vista dell’uso intensivo che ci offre, è ancor più importante essere attenti e scrupolosi nell’utilizzarlo. Ciò al fine di mantenere ottimali le sue prestazioni. Quindi, atteniamoci alle indicazioni di uso e manutenzione previste dal manuale. Verifichiamo la compatibilità dei tessuti con le possibilità di stiratura. E facciamo attenzione al peso. Un ferro a caldaia è più pesante e più ingombrante rispetto ai classici ferri a vapore. Dobbiamo riservargli una zona stiro dedicata, con un’asse stabile e pesante. Evitiamo che il cavo entri in contatto con oggetti taglienti o caldi. Ovviamente, la zona stiro deve essere lontana da qualsiasi possibilità di raggiungimento da parte di bimbi e animali domestici.

L’autonomia del ferro a caldaia dipende da aspetti tecnici, ma richiede anche una corretta gestione da parte nostra per mantenerne le qualità

Conclusioni

Malgrado il famoso adagio “presto e bene, raro avviene”, il ferro da stiro a caldaia ci offre la chance di fare veramente presto e bene le nostre sessioni di stiratura. Certo, dobbiamo essere oculati nella scelta e nel corretto utilizzo. Saremo ampiamente ricompensati e non ci pentiremo della nostra decisione.

Laura Daveggia è nata nel 1962 a Venezia, città in cui vive. Amante di musica classica, lettura e scrittura, ha pubblicato diversi articoli, sia online che cartacei, e due libri. Per breve periodo ha collaborato con Metropolitan Magazine e Fidelity House. Attualmente collabora con il blog “The Web Coffee” e con la rivista “Profilo Salute”.

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